Workflows digitali, dall’architettonico della stazione Saint-Denis Pleyel al progetto del Grand Paris Express: Una banca dati per il futuro

AUTHOR: Edoardo Montevidoni

TUTORS: Ing. Alessandro Zichi e M. Matthieu Wotling

INTERNSHIP: Kengo Kuma & Associates

MASTER: Master in “BIM Manager” a.a 2018/19

 

Il settore delle costruzioni si trova mai come oggi al centro di una rivoluzione di approcci, metodi e processi, che vede al centro di tale dinamica un protagonista assoluto: il Building Information Modeling.

Il BIM è l’ultima e più recente tappa di un percorso evolutivo che ha profondamente trasformato in questi ultimi trent’anni il mondo della progettazione nel settore delle costruzioni in tutte le sue diverse declinazioni e competenze: architettonica, ingegneristica, impiantistica, paesaggistica, gestionale, ecc..

Modello digitale completo della stazione di Saint-Denis Pleyel

fig.1  Modello digitale completo della stazione di Saint-Denis Pleyel

 

Dalla progettazione assistita 2D e 3D a quella parametrica, l’innovazione ha portato a un profondo cambio di prospettiva nel modo stesso di concepire l’opera in tutte le sue fasi, dal concept all’esecuzione e alla successiva gestione.

Al vertice di questo percorso si trova il BIM, che ben oltre un semplice insieme di strumenti di lavoro, è un salto concettuale al cui centro si colloca una visione dell’opera considerata temporalmente lungo il suo intero arco di vita, dall’ ideazione alla sua manutenzione. A tal fine è importante redigere dei chiari workflows che consentano di poter gestire le modellazioni e il passaggio delle informazioni fino all’ utilizzatore finale. Il caso studio della nuova rete metropolitana della città di Parigi, il progetto del Grand Paris Express, è uno dei progetti infrastrutturali più complessi in fase di realizzazione ad oggi. La nuova rete metropolitana dotata di avanzati sistemi automatici, ha l’ambizione di essere il sistema infrastrutturale con maggiore livello di implementazione digitale al mondo.A tal fine il progetto è stato sviluppato su una doppia scala: urbana e di dettaglio fino alla modellazione della futura Stazione di Saint Denis Pleyel, soffermandosi nei sui aspetti architettonici e progettuali.Il punto di partenza è costituito dagli obiettivi “digitali” della committenza per quanto riguarda gli ambiti di rendicontazione della realizzazione dell’opera a quello che è la gestione dell’infrastruttura.In questo processo è stato importante il coinvolgimento della Société du Grand Paris, l’istituzione pubblica responsabile della progettazione e costruzione della rete di trasporto, che sta coordinando l’intero progetto del Grand Paris Express.

Al fine di sviluppare le modellazioni sono state redatte le linee guida per il BIM che si sono tramutate in obblighi per i titolari di contratti di project management e dei lavori nell’ambito della fornitura e dello scambio di dati “BIM” sotto forma di modelli digitali.  Utilizzando il BIM è stato possibile creare un insieme di modelli digitali che integrano tutte le informazioni rilevanti ai fini gestionali e manutentivi in un database completo da utilizzare per la gestione e la manutenzione dell’intero progetto. La sezione terza così è una previsione di ciò che sarà lo scenario BIM riferito alla gestione della rete metropolitana e alla stazione di Saint Denis Pleyel, più nello specifico al loro funzionamento e alla loro futura manutenzione. La digitalizzazione dei processi di progettazione, hanno consentito di lavorare con maggiore efficienza in termini di ottimizzazione di tempi e costi.

Grazie alla creazione delle BIM Guides e le successive modellazioni, è stato possibile creare un “patrimonio digitale” noto anche come digital twin che lascia la possibilità a futuri impieghi del modello a futuri possibili utilizzi.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>