Simulazione energetica in regime dinamico di un edificio del terziario. Requisiti prestazionali ed analisi energetica

Fig. 1, 2: Simulazione dell’edificio e schema di funzionamento dell’edificio-impianto.

AUTORE: Francesco Richichi

TUTORS: Prof. Ing. Alessandro Zichi – Ing. Gianfranco Ariatta, Ing. Michele Argenta

INTERNSHIP: Ariatta Ingegneria dei Sistemi

MASTER: Master in  “Gestione Energetica di Edifici e Infrastrutture” a.a 2016/2017

Nell’epoca degli NZEB, gli edifici terziari, costituiscono i casi studio più complessi in quanto caratterizzati da ampie vetrate e sistemi di condizionamento e rinnovo aria che aumentano i consumi energetici.

D’altra parte, il rispetto della verifica delle prescrizioni di legge per l’edificio oggetto di trattazione, con particolare attenzione rivolta agli stringenti requisiti minimi imposti dal Decreto Legislativo 28/11, consente di ottenere un bonus volumetrico del 5%.

Al fine di raggiungere tale scopo, torna utile l’entrata in vigore della norma europea EN ISO 52016, in sostituzione del metodo della “simulazione dinamica”, introdotto dalla UNI EN ISO 13790:2008, che ha consentito di render più affidabili le stime energetiche ottimizzando le scelte strategiche di involucri, sistemi di ombreggiamento e il posizionamento di fonti di energia rinnovabile.

Le strategie impiegate sono legate in parte alle analisi energetiche dinamiche, in parte alle strategie dell’edificio-impianto.

L’analisi energetica è stata svolta per confronto tra la soluzione impiantistica, sviluppata in fase di progetto preliminare ed una soluzione impiantistica, assunta come riferimento (caso base).

Tale simulazione dinamica ha consentito di ottimizzare la scelte delle facciate, della centrale termo-frigorifera e dell’impianto fotovoltaico.

Per quanto riguarda le strategie impiantistiche, si è puntato alla realizzazione della centrale termo-frigorifera, alimentata dall’acqua di falda in modalità detta free-cooling al fine di ottenere la riduzione dei consumi energetici connessi alla climatizzazione estiva dell’immobile e che, affiancata al fotovoltaico, permette di raggiungere i requisiti minimi sulla copertura di energia primaria da fonte rinnovabile.

L’altro obiettivo è l’utilizzo di energia primaria da fonte rinnovabile per i servizi di climatizzazione invernale, estiva e per la produzione di acqua calda sanitaria.

Con quanto premesso, si è dimostrato che, grazie all’utilizzo combinato dell’acqua di falda in pre-raffreddamento, delle macchine polivalenti funzionanti in pompa di calore e della presenza di un impianto fotovoltaico, è stato possibile raggiungere i requisiti necessari all’ottenimento del bonus volumetrico, previsto dal Decreto sopra citato. Inoltre, si è riusciti ad avere un risparmio energetico del 10% e una copertura dell’energia primaria da fonte rinnovabile per il 65%.

 

blog 23.03.2018

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