Proposta di riqualifica della facciata del terminal 3 dell’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino

fiumicino

Autore: Dott. Ing. Graziella Marras

Relatori: Dott. Arch. Sergio Beccarelli, Prof. Paola Ronca, Ing. Alessandro Zichi

Azienda: Policreo s.r.l.

Master: Edifici ed infrastrutture sostenibili a.a. 2014-2015

 

 

Il patrimonio edilizio esistente costituisce il settore maggiormente energivoro e di conseguenza la maggiore causa del livello di inquinamento che caratterizza il nostro pianeta.

Il punto di partenza per raggiungere gli obiettivi 20-20-20, è quello di intervenire sugli edifici pubblici nonché sul settore infrastrutturale.

Il problema di questi edifici, non è solo riferito alla performance energetica nei mesi freddi, ma da recenti studi, è il periodo estivo che provoca i maggiori consumi, soprattutto derivati dall’utilizzo smisurato dei dispositivi per il raffrescamento.

Spesso questi edifici, nonostante l’innovazione tecnologica dal punto di vista strutturale, all’epoca non vennero immaginati con il concetto di edificio impianto, per cui senza un controllo dal punto di vista energetico.

L’esempio illustrato nel presente articolo, appartiene ad una serie di tesi ed elaborazioni che con il supporto con il supporto dei docenti della Scuola Master, portano a valutare le potenziali strategie ed analisi atte a prendere delle scelte consapevoli per il recupero energetico ed ambientale del patrimonio edilizio e infrastrutturale esistente.

 

Premesso che la riduzione dei consumi di energia e di emissioni inquinanti sono gli obiettivi di base della direttiva europea la certificazione energetica degli edifici oggi deve essere visto dal punto di vista del censimento della qualità degli edifici per prendere consapevolezza della consistenza degli edifici esistenti.

A tal punto, si è in grado di avere una chiara visione dell’impatto energetico dei componenti dell’edificio impianto.

A tal punto, si è impostato lo studio fissando come linea guida la sostenibilità, vista con approccio complessivo e sistematico.

Nella ricerca si è voluto procedere strutturando il lavoro fondamentalmente in tre fasi:

  1. conoscitiva;
  2. metodologica;
  3. applicativa

Il caso studio, il Terminal 3 dell’aeroporto  Leonardo da Vinci,  l’aeroporto più grande e moderno d’Italia, venne progettato dai professionisti romani Luccichenti-Monaco-Morandi—Zavitteri,  i lavori cominciarono il 31 ottobre del 1958 e durarono 21 mesi per essere inaugurato il il 20 agosto 1960.

Il Terminal interpreta con straordinaria originalità ed eleganza il tema, all’epoca avveniristico, del terminal aeroportuale, impiegando un linguaggio ispirato alla leggerezza finemente contaminato da richiami a forme e proporzioni dell’architettura classica.

Fig. 2: – Foto storica Terminal Fiumicino Aeroporto.

Fig. 2: – Foto storica Terminal Fiumicino Aeroporto.

Fig. 3: – Foto storica Terminal Fiumicino Aeroporto.

Fig. 3: – Foto storica Terminal Fiumicino
Aeroporto.

Fig. 4: – Spaccato prospettico ed elementi compositivi principali nell’aerostazione del 1961 a seguito del rilievo.

Fig. 4: – Spaccato prospettico ed elementi compositivi principali nell’aerostazione del 1961 a seguito del rilievo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le analisi illustrate nell’elaborato, consentono di ottimizzare la progettazione degli elementi di facciata nonché la funzionalità dell’aerostazione. Importante è stato il contributo delle analisi energetiche e solari grazie le quali si è riuscito a valutare la corretta scelta delle vetrate in funzione degli apporti solari e dell’illuminamento naturale all’interno dell’edificio, nonché il suo comportamento bioclimatico.

Di seguito si riporta lo studio della radiazione incidente sul fronte vetrato effettuato in condizione estiva ed invernale sia con feritoie aperte sia con feritoie chiuse.

 

Fig. 5: – Ecotect - Immagine dei lucernari 21 giugno 13.30

Fig. 5: – Ecotect – Immagine dei lucernari 21 giugno 13.30

fig 108

Fig. 6: – Ecotect – Condizione estiva con feritoie aperte

fig 109

Fig. 7: – Ecotect – Condizione invernale con feritoie aperte

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