COBie: standard open-BIM per il Facility Management. L’esperienza sui modelli MEP della RLNU di Doha (Qatar)

Modello MEP e stralcio del COBie Worksheet relativi alla stazione metropolitana di Corniche (Doha)

Autore: Luigi Audino

Relatori: arch. M. Gobbi, dott. ing. G. Franchi

Azienda: Ariatta Ingegneria dei Sistema Srl

MASTER: PROJECT MANAGEMENT FOR CONSTRUCTION WORK WITH BIM  a.a 2018/2019

L’avanzamento delle fasi del processo edilizio determina un progressivo aumento di documentazioni ed elaborati di diversa natura, che, se non correttamente gestito, rende difficoltoso trovare e utilizzare le informazioni richieste dagli utenti finali. L’elevato numero di attori coinvolti nel processo di costruzione, l’utilizzo non del tutto superato di documenti cartacei, il mancato tracciamento delle attività sono da considerarsi parte delle cause dell’inefficienza nel processo di scambio delle informazioni.

L’incipit del seguente lavoro sta nell’approfondimento degli strumenti operativi, gestionali e tecnici, che possano governare la complessità derivante dall’incrocio matriciale tra produttori e fruitori di informazioni, con particolare riferimento alle esigenze di gestione del costruito.

Il Building Information Modeling (BIM), inteso come processo di creazione e gestione delle informazioni di un edificio durante il suo ciclo di vita, costituisce un valido strumento che consente di definire un database digitale per immagazzinare, organizzare e scambiare informazioni.

Nel contesto BIM, in particolare, il formato dati aperto COBie (Construction to Operation Building information exchange) è ormai uno standard internazionale riconosciuto, che fa da ponte tra il modello informativo as-built ed i software CAFM (Computer Aided Facility Management) utilizzati come sistemi integrati digitali per la gestione, il monitoraggio e la reportistica delle attività funzionali alla erogazione dei servizi.

E’ stato, di conseguenza, analizzato lo stato dell’arte sull’impiego del COBie con particolare attenzione alle implicazioni metodologiche sul processo edilizio (rif. UNI 11337:2017 e la UNI EN ISO 19650:2019) e, nella seconda parte, pone il focus sull’esperienza professionale compiuta presso Ariatta Ingegneria dei Sistemi SpA, riguardo alla implementazione dell’intero processo COBie sui sistemi MEP della Red Line North Underground di Doha in Qatar.

Esaminando i punti critici emersi nel corso della trattazione, le valutazioni su limiti e potenzialità di questa struttura informativa vengono ricondotte allo sviluppo ancora in fieri degli strumenti informatici, all’affinamento dell’apparato gestionale-regolamentare delle commesse BIM e, soprattutto, alla generalizzata carenza di attenzione del mercato edilizio alle tematiche del facility management. I committenti, avendo il potere economico, possono influenzare le scelte degli operatori e catalizzare lo sviluppo digitale del settore. In termini commerciali, ciò vuol dire che solo dal significativo interesse del mercato può provenire la spinta degli attori a adottare nuove metodologie e tecniche di lavoro. È fondamentale, pertanto, che nei bandi di gara le centrali di committenza inizino a porre il giusto peso alla relazione imprescindibile tra design, costruzione e manutenzione.

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