ANALISI DELLA VULNERABILITA’ SISMICA DI UN EDIFICIO IN MURATURA ATTRAVERSO ANALISI PUSHOVER E MODELLAZIONE CON TELAIO EQUIVALENTE

modello 3d utilizzato per l’analisi statica non lineare di tipo
Autori: Giampiero Damiani
Relatore: Pietro Crespi – Franco Cafaro
Azienda: Cafaro Ingegneria

Master: Progettazione delle strutture in c.a. –  2016-17

Per scegliere la più idonea tipologia di intervento strutturale per migliorare la risposta sismica di un edificio storico in muratura è necessaria una attenta analisi di vulnerabilità (sismica) del fabbricato. Per vulnerabilità si intende la predisposizione a subire danneggiamenti e crolli: più un edificio è vulnerabile (per tipologia, progettazione inadeguata, scadente qualità di materiali e modalità di costruzione, scarsa manutenzione), tanto maggiori saranno le conseguenze sulla struttura. Affinché gli edifici abbiano una bassa vulnerabilità, la normativa attuale impone il rispetto di criteri antisismici (che si traducono in configurazione strutturale, tecnologie esecutive e dettagli costruttivi) affinché la struttura abbia una risposta duttile al sisma. Chiaramente, gli interventi di adeguamento sismico per edifici esistenti non modificano la pericolosità sismica, che è propria dell’area (zona) in cui il fabbricato è ubicato ed , analogamente, suddetti interventi non incidono sulla esposizione al rischio sismico (valutato come combinazione di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione ed indicante la misura dei danni attesi, in un preciso intervallo di tempo, sulla base della resistenza della costruzione e della antropizzazione, cioè: natura , qualità e quantità dei beni esposti). Pertanto, specie nei fabbricati in muratura – come quello del caso studio, ubicato in osservato per il fabbricato oggetto del presente caso studio, ubicato in Sessa Aurunca  in provincia di Caserta – è necessario osservare un percorso progettuale che parta dall’indagine conoscitiva della struttura (indagine geometrica e materica) fino alla definizione di un modello di calcolo quanto più coerente possibile con quanto rilevato in sito. La raffinatezza del modello di calcolo dipende anche dalla fase progettuale; in generale, è possibile utilizzare inizialmente modelli di calcolo a telaio equivalente ed adottare anche un’analisi cinematica lineare la quale permette di individuare i potenziali danni (da primo modo di vibrare) che possono verificarsi a seguito di carenze strutturali intrinseche dell’edificio. Nelle fasi di progetto definitivo ed esecutivo, come fatto nel caso in oggetto, si preferisce approfondire il comportamento del fabbricato attraverso un apposito modello con cui eseguire un’analisi statica non lineare riuscendo a cogliere appieno il comportamento anelastico della muratura. Il passo successivo è, quindi, la definizione degli interventi atti a contenere (o addirittura eliminare) i meccanismi fuori dal piano, scongiurando quelli di tipo fragile che inibiscono la risposta globale della struttura (tra essi: realizzazione di diaframmi di piano e copertura intervenendo sugli impalcati originari migliorando la rigidezza degli stessi, nel piano e fuori dal piano, incatenamenti, sulla base delle caratteristiche della muratura e della snellezza dei muri portanti, interventi in fondazione).

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