Analisi dei consumi di energia di Tenaris Dalmine secondo la ISO 50001

Figura 1: Tenaris Dalmine – Fonte www.archeologiaindustriale.net

AUTORE: Andreachiara Semeraro

TUTORS: Alessandro Zichi, Luca Paggetti

INTERNSHIP: Tenaris Dalmine

MASTER: Master in “Gestione Energetica di Edifici e Infrastrutture” a.a 2016/17
Con il D.L. 22 giugno 2012 n .83, noto anche come “Decreto Sviluppo”, viene creata in Italia la classificazione delle aziende energivore in base all’incidenza del costo energetico sul fatturato oltre che a una base minima di consumi energetici. Nell’epoca della Green Economy è importante implementare sistemi efficienti di supervisione degli impatti energetici e ambientali al fine di ridurre i costi di produzione senza inficiare sulla qualità del prodotto.

Il costo effettivo del quantitativo di energia utilizzata per la determinazione delle imprese a forte consumo deve prendere in considerazione per ogni anno la somma di:

  • Costi sostenuti dall’impresa per i prodotti energetici, ovvero il combustibile utilizzato per l’alimentazione dell’impianto di riscaldamento (gasolio, gas metano, gpl).
  • Costi sostenuti per l’energia elettrica che comprendono sia l’acquisto dell’energia che la quantità autoprodotta moltiplicata per il corrispondente valore annuo del PUN.

Il DM del 21 Dicembre 2017, stabilisce che dal 1° gennaio 2018 le imprese manifatturiere energivore  potranno usufruire di contributi al fine di ridurre il costo dell’elettricità.

Al fine di poter ottimizzare le scelte strategiche per il miglioramento energetico è importante effettuare una diagnosi energetica così come descritta dalla norma ISO 50001, per cui l’audit permette una valutazione sistematica, documentata e periodica del comportamento energetico del sistema analizzato, in particolare di tutti i punti critici per l’efficienza energetica; ciò consente di determinare gli interventi di riqualificazione più adatti e convenienti sia a livello economico che di sostenibilità ambientale.

L’azienda Tenaris Dalmine leader nella produzione degli acciai, con lo scopo di individuare i fattori  maggiormente energivori e quindi quelli sui quali è necessario intervenire per raggiungere una più alta efficienza energetica, ha implementato le diagnosi energetica grazie al supporto al team di esperti.

Il modello utilizzato riprende quello dell’audit energetico descritto nella norma,  i consumi dei singoli vettori energetici sono ripartiti tra le diverse aree e impianti aziendali, ed è stato costruito un modello energetico di riferimento basato sulle 12 mensilità. Tramite gli indicatori di performance energetica si è potuto valutare, in funzione del modello di riferimento, il miglioramento o il peggioramento delle prestazioni energetiche del sistema edificio-impianto nei vari settori. In conclusione, è risultato che tra le tre fabbriche quella maggiormente energivora è l’acciaieria che, oltre a registrare i maggiori consumi di energia primaria, registra anche degli scostamenti tra i TEP calcolati e i corrispondenti valori attesi, e che quindi sarà più suscettibile di interventi prioritari di miglioramento energetico. Infine, nell’ultima parte dell’analisi si è posta l’attenzione sull’ambito di salute e sicurezza, accennando al metodo di gestione del sistema di valutazione dei rischi imposto da Tenaris Dalmine.

Nella prima parte dell’analisi i dati raccolti hanno permesso di quantificare i consumi ed è emerso che il consumo totale di energia primaria, per il periodo considerato, è pari a 106877,41 TEP; in particolare il 37,74% degli usi energetici riguarda il gas, mentre il 67,26% comprende usi di energia elettrica.

Il periodo in cui si registrano i massimi consumi è settembre, mese si massima produzione, per cui si ha un consumo di energia elettrica pari a circa 38800 MWh e di gas naturale pari a circa 5000 kNm3. La riduzione dei consumi, invece, è legata principalmente alla diminuzione della produzione e, in parte, ai cambiamenti interni della realtà produttiva; di conseguenza, il periodo di minimo consumo è agosto, quando avviene il fermo dell’impianto.

In seguito alla definizione dei KPI, come indicatori degli specifici usi energetici rilevati dai contatori, si è potuto stabilire il consumo di energia primaria di ognuna delle tre fabbriche in analisi. Ciò che è emerso è che l’acciaieria è la fabbrica con il maggior consumo di energia primaria (Forno EAF: consumo di circa 36.000 TEP di energia elettrica). I valori più alti nelle restanti due fabbriche sono pari a circa 15.000 TEP di gas per il forno rotativo di FTM e a 3.200 TEP di gas per il funzionamento del nuovo forno Expander di FAS.

Successivamente, sono stati definiti gli EnPI secondo le procedure interne di Tenaris Dalmine e, in seguito al loro confronto con la baseline storica, è stato possibile individuare quelli che presentano una variazione superiore al 30% rispetto al valore dell’anno precedente a quello considerato. In particolare, è emerso che per FAS e FTM non ci sono state variazioni importanti, mentre per ACC si registrano tre scostamenti significativi, anche se rimane un numero maggiore di variazioni di consumo negative.

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